Per recuperare parte delle spese cui fa fronte annualmente un
nucleo familiare, le norme fiscali permettono al contribuente
che le sostiene di chiedere, in sede di presentazione della dichiarazione
dei redditi, delle riduzioni delle imposte da versare.
A seconda della tipologia, le spese possono essere fatte valere in
due modi diversi: possono essere portate in diminuzione dal
reddito imponibile, oppure dare diritto a una detrazione d’imposta
(del 19%, o in misura forfetaria)
Importante: per essere considerate nella dichiarazione, le spese devono essere state sostenute nel corso dell’anno per il quale
essa viene presentata, anche se le relative prestazioni sono eseguite in anni precedenti (criterio “di cassa”).
Nel caso di importi consistenti che scadono tra dicembre e gennaio (ad esempio, mutui fondiari) è quindi conveniente provvedere
al saldo entro il 31 dicembre, in modo da poter applicare la detrazione nella dichiarazione successiva (senza doverla rimandare
di un anno ancora).
Come si documentano le spese
La documentazione delle spese è costituita dalle fatture, ricevute o quietanze rilasciate al contribuente
da chi ha percepito le somme, con indicazione del suo codice fiscale o numero di partita Iva.
Il contribuente non deve allegare alla dichiarazione alcuna documentazione, che va però conservata in
originale per tutto il periodo durante il quale l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di richiederla (e
cioè, per la dichiarazione dei redditi 2004 - modello 730 o UNICO persone fisiche - fino a tutto il 31
dicembre 2009).
Quando l’onere è sostenuto per i familiari a carico, la detrazione o la deduzione spetta al contribuente
al quale è intestata la ricevuta della spesa. Se il documento è intestato al figlio, le spese devono essere
suddivise al 50% tra i due genitori. Nel caso in cui i genitori intendono ripartire la spesa in misura diversa,
devono annotare la percentuale di ripartizione sul documento comprovante la spesa. Ovviamente,
se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può sempre considerare l’intera
spesa sostenutaPer essere considerati a carico fiscale è necessario che i familiari (vedi elenco nel Cap. 3)
non abbiano un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro.
Quali spese riducono l’Irpef
Oltre alle spese relative all’affitto e ai mutui ipotecari per l’acquisto (e costruzione) dell’abitazione
principale (vedi capitolo 1), vi sono altre spese che consentono una riduzione d’imposta quando
sono sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico, o anche non fiscalmente a carico
o, comunque nell’interesse della famiglia.
- 3.1. LE SPESE SANITARIE
- 3.2. LE ASSICURAZIONI VITA, INFORTUNI E INVALIDITÀ
- 3.3. LE SPESE DI ISTRUZIONE
- 3.4. I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI VERSATI ALLA GESTIONE DELLA
FORMA PENSIONISTICA OBBLIGATORIA
- 3.5. I CONTRIBUTI E PREMI VERSATI A FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI
E/O INDIVIDUALI
- 3.6. I CONTRIBUTI VERSATI AI FONDI INTEGRATIVI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
- 3.7. LE SPESE DI ADOZIONE
- 3.8. LE SPESE DI PARTECIPAZIONE ALLA GESTIONE DEI MICRO-ASILI E DEI NIDI
NEI LUOGHI DI LAVORO
- 3.9. LE SPESE PER GLI ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E ALL’ASSISTENZA
- 3.10. LE SPESE FUNEBRI
- 3.11. ALCUNE SPESE DEI DISABILI